Il metodo Paludi

Se dico palude, a che cosa pensi?

Il metodo Paludi
Ph Alfonso Roberto Apicella
“Ye marshes, how candid and simple and nothing-with-holding and free
Ye publish yourselves to the sky and offer yourselves to the sea!"

Sidney Lanier, The Marshes of Glynn


Se dico palude, a che cosa pensi?

Nella lingua italiana il termine non è esattamente lusinghiero. Impaludarsi significa ritrovarsi in una situazione stagnante, da cui è difficile uscire. Impantanarsi, bloccarsi.
E, come luogo, la palude ci evoca immediatamente fango, melma, insetti, pericoli.

E invece esistono in natura paludi talmente spettacolari da togliere il fiato. Noi di FACTA ne abbiamo attraversate alcune, come giornalistə ambientali impegnatə a raccontare il patrimonio nascosto delle zone umide.
Qui trovi alcune delle storie che abbiamo raccontato nel progetto Wasted Wetlands e in Swampower.

Quelle storie e i loro protagonisti sono rimasti con noi. Diventando una parte centrale del nostro modo di guardare e raccontare il mondo. 
Paludi nasce da qui.

L’obiettivo? Creare una newsletter di nicchia dedicata agli ecosistemi trascurati e minacciati, in particolare le zone umide e le aree costiere degradate, sperimentando un approccio per noi nuovo con la comunità scientifica, nostra comunità di riferimento da sempre.

Si tratta di un progetto pilota selezionato come uno tra 12 progetti vincenti su 156 proposte dal New Media Incubator dell’International Press Institute, un laboratorio che ci ha sostenuto nello sviluppo di un modello di giornalismo ambientale rigoroso, partecipativo e utile. 

Siamo partite facendo una mappatura di tutti i soggetti che possono essere interessati a questo tema, perché ci lavorano, perché vivono in una zona umida o perché sono naturalistə appassionatə di questi ambienti straordinari. Abbiamo utilizzato una metodologia precisa, la Audience Engagement, con l’aiuto del coach esperto Khalil A. Cassimally: per capire cosa sanno le persone di riferimento  (know), come interpretano le conoscenze (understand), cosa sentono (feel) e come vogliono agire (do). Da questo lavoro sono nate idee per colmare gap informativi, offrire contesto, creare senso di comunità e strumenti per agire a livello politico, sociale e scientifico. Tutte idee che ci piacerebbe sperimentare insieme a voi.

Il metodo Paludi si basa su ascolto, costruzione condivisa dei contenuti e continui test. Mettiamo in pratica questa metodologia con il supporto del nostro esperto di engagement e giornalismo partecipativo Mattia Peretti - che, per inciso, è autore di una bellissima newsletter settimanale in inglese che si chiama News Alchemists e che aiuta a riflettere sul ruolo del giornalismo nella società di oggi. 

Ecco, in sintesi, i passi principali che abbiamo seguito per mettere a punto Paludi:

💡 Ideazione e sviluppo di un prototipo. Abbiamo individuato idee e possibili spunti editoriali a partire dalle nostre inchieste, utilizzando la tecnica del design thinking per mettere a punto il concept di Paludi.

🎯 Identificazione del pubblico di riferimento, la futura comunità che vorremmo costruire. Abbiamo definito sempre di più e sempre meglio le persone a cui Paludi voleva rivolgersi.

🗺️ Mappatura dei bisogni. A partire dal nostro lavoro giornalistico, abbiamo provato a individuare i bisogni, gli interessi della nostra comunità di riferimento – prima di tutto quella scientifica, allargando lo sguardo a tutte le persone attente, a vari livelli, ai temi ambientali.

🔍 Ricerca e analisi del pubblico. Abbiamo condotto una serie di interviste qualitative con persone rappresentative di questa comunità, che ci hanno gentilmente offerto tempo e spunti preziosi per costruire Paludi. A loro prima di tutto va il nostro ringraziamento.

📝 Questionario “perenne”. Abbiamo messo a punto un questionario per capire meglio le esigenze delle persone interessate a Paludi. Questa è una fase che resterà sempre attiva, per poter migliorare continuamente il nostro lavoro con il vostro contributo. Se vuoi aiutarci, puoi rispondere al questionario qui – serviranno meno di 10 minuti!

🔄 Feedback continui. Ovvero, costruiamo Paludi insieme, facciamola crescere, rendiamola sempre più utile. Questa sarà la parte più bella, e sarà possibile solo grazie a te. Mandaci spunti, storie, domande, suggerimenti, critiche, e aiutaci a costruire Paludi. Scrivici a paludi@facta.eu

In pratica, ogni numero di Paludi è il frutto di un dialogo: tra giornalismo, dati scientifici, storie sul campo e la comunità che contribuisce attivamente a definire cosa raccontare, come raccontarlo e perché.

👉 Iscriviti a Paludi e aiutaci a passare parola!

Vuoi suggerirci una palude da raccontare? Ti va di parlarci della tua esperienza, professionale o personale, legata ai luoghi naturali meno conosciuti d’Italia?

Scrivici a paludi@facta.eu